domenica 6 gennaio 2019

Elena Ferrante non esiste


Se non avete letto i quattro libri della serie "L'amica geniale" ( i romanzi italiani più belli degli ultimi anni) non leggete questo articolo, non vorrei rovinarvi la lettura con qualche anticipazione.  

Ho appena visto la prima stagione della serie televisiva "L'amica geniale" , tratto dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante, il primo dei quattro romanzi che compongono la serie. Li avevo letti qualche anno fa.
Elena Ferrante è uno pseudonimo, nessuno sa chi sia. O meglio, lo sanno tutti, è il segreto di Pulcinella.
Spulciando nei bilanci della casa editrice e/o si è scoperto che importanti somme sono state pagate alla traduttrice Anita Raja, compagna dello scrittore Domenico Starnone, somme corrispondenti ai diritti d'autore della serie di romanzi.
Segui i soldi e risolvi il giallo: la Raja è la vera autrice.
Uno studio, presentato all'Università di Padova, sugli elementi lessicali ricorrenti dimostrerebbe che Elena Ferrante è in realtà Domenico Starnone stesso. Analizzando al computer i  romanzi della serie e comparandoli ad altri testi di Starnone si giunge alla conclusione che si tratta di opere scritte dalla stessa persona, perché ricorrono frasi ed espressioni identiche.
Non è stata fatta una comparazione coi testi della Raja che ha pubblicato solo saggi e traduzioni, ma è stata sottolineata dalla professoressa Rebecca R. Falkoff, docente di italianistica alla New York University, la somiglianza della trama de L'amica geniale con quella di uno dei romanzi della Wolf tradotti dalla Raja:  Riflessioni su Christa T. 
Quasi tutti i ricercatori pensano che Starnone e Raja abbiano collaborato, attribuendo all'uno o all'altra il ruolo di autore o di editor.


Della questione non mi importava molto, ma una cosa mi aveva colpito:  non riuscivo a immaginare nelle rare scene erotiche dei romanzi un'impostazione maschile o femminile. O forse i miei pregiudizi su come di sesso scrivono gli uomini e scrivono le donne non sono stati in grado di farmi avere l'idea se l'autore del romanzo fosse un uomo o una donna.
Mi è capitato di chiacchierare della serie televisiva con un amico che non ha letto "L'amica geniale" ma ha letto Starnone e mi ha consigliato il romanzo Via Gemito.


Ho letto su amazon la sinossi del romanzo:
"Via Gemito è la storia di un uomo che se non avesse avuto una famiglia sarebbe diventato un grande pittore, questa almeno sarà la convinzione di tutta la sua vita."
E' più o meno quello che dice nella penultima puntata della serie televisiva il padre di Lila, attribuendo alla pigrizia e alle mani deboli della moglie il suo insuccesso come calzolaio.
D'altro canto con una superficiale ricerca su internet ho trovato che la Raja ha tradotto Christa Wolf , una scrittrice tedesco orientale. Ho letto su Amazon un po' delle trame dei romanzi della Wolf e ce ne è abbastanza per trovare delle connessioni col personaggio di Lenù. I temi dominanti sono le figure femminili, l'adolescenza, i racconti corali e ricorre la figura della scrittrice. 
Mi ha convinto soprattutto quella che mi è sembrata la trovata più infelice e assurda dell'amica geniale, la scomparsa della figlia di Lila nel quarto volume. Però sembra un omaggio alla figura di Medea (che ammazza i figli) personaggio mitologico rivisitato dalla Wolf nel libro tradotto dalla Raja.
A questo punto mi è venuta l'idea di pensare alla serie dal punto di vista della trama: quale romanzo può avere influenzato L'amica geniale ?
Un romanzo molto lungo con due protagonisti che si rincorrono per tutta la storia, mettendo il lettore nell'attesa che si incontrino. Una persona di successo e una geniale ma diversa.
Ma è la trilogia di Millennium, di Larsson! Avevo trovato strepitosa e l'idea di una serie di romanzi con due protagonisti che si separano nel corso della storia e poi tornano ad incontrarsi.
Lenù la scrittrice è Mikael Blomkvist, mentre Lila è  Lisbeth Salander. Non a caso Lila imparerà anche  a programmare (particolare un poco forzato nella trama) come Lisbeth che è una hacker.
   

A loro volta Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander sono la riproposizione di due personaggi della letteratura dell'infanzia di Astrid Lindgren (Kalle Blomkvist e Pippi calzelunghe).



Possiamo quindi stabilire la genealogia di Lila: figlia di Lisbeth Salander, nipote di Pippi calzelunghe e discendente di Medea.


La genesi de L'amica geniale io la immagino così: Starnone e Raja, si chiedono le ragioni del successo della trilogia Millennium, comprendono i meccanismi e decidono di scrivere insieme un Millennium napoletano, mettendoci ognuno del suo. Alla gente piacciono le storie lunghe e quindi meglio scrivere in due. Naturale allora inventarsi la Elena Ferrante, che appunto non è una scrittrice ma due scrittori.

Marco Bonafede
proprietà letteraria riservata

venerdì 4 gennaio 2019

Mary Poppins e It


Ho visto al cinema Il ritorno di Mary Poppins ( 2018 diretto da Rob Marshall ) e ho scoperto dei riferimenti al film It del 1990 diretto da Tommy Lee Wallace. 
La trama del sequel,  ambientato nella Londra degli anni venti del secolo scorso, è che  Mary Poppins ritorna quando i due bambini del film originale sono diventati adulti e Michael, la cui moglie è morte, ha tre bambini. 
Il bambino più piccolo si chiama Georgie, e guarda caso assomiglia molto al bambino vittima di It, quello della barchetta.



In una delle scene iniziali c'è un fotogramma che ricorda Pennywise, il clown di It, e la seguenza del bambino che rischia di essere trascinato via dall'aquilone è francamente inquietante.
Il regista del film in una scena successiva confessa candidamente che il Georgie è proprio quello di It: mentre Michael  fruga in soffitta si vede un disegno che rappresenta un bambino con un impermeabile giallo-arancione che gioca con una barchetta, proprio come il Georgie di It.
 

Nel sequel ricorre il tema dei palloncini, presente pure in It.


L'idea deel volo finale attaccati ai palloncini, sembra ispirata al volo sulle scope dei netturbini in  Miracolo a Milano, un film Italiano del 1951 diretto a Vittorio De Sica e tratto da un romanzo di Cesare Zavattini.




Lo stesso film Mary Poppins del 1964  secondo me deve molto a Miracolo a Milano, anche per la critica sociale ai padroni o ai banchieri, critica  che è completamente sparita nel sequel. 



David Magee, lo sceneggiatore del Il ritorno di Mary Poppins, sembra si sia limitato a mischiare Mary Poppins con It e a resuscitare Georgie. L'horror è diventato zucchero filato.


It è il più famoso dei mostri americani, la ferocia dietro i palloncini della festa.



Stephen King meriterebbe il Nobel per la letteratura solo per averlo inventato.

Marco Bonafede
Proprietà  letteraria riservata

giovedì 3 gennaio 2019

Harry Potter e It


A casa mia Harry Potter non è solo una serie di romanzi, è un culto. Mia moglie e mia figlia hanno visto parecchie volte i film tratti della serie e hanno letto i libri.
Guardando il film It del 1990 si sono accorte del fatto che la Rowling, che ha pubblicato il primo dei romanzi di Harry Potter nel  1997, si è ispirata a It almeno per due particolari della sua storia. 


Il primo è il molliccio, il mostro che da forma alle paure delle persone: è quello che fa anche Pennywise, il mostro di It
Il secondo sono le fotografie animate, presenti  in due scene del film It.
Comparare i film evidenzia meglio gli elementi simili nei romanzi. Nella scena delle esercitazioni all'incantesimo Ridikulus (nel film Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban) ci sono  due elementi riconducibili a Pennywise: il ragno e il clown. 


Nella sua forma reale il clown Pennywise è simile a un ragno. 


Oltre ai singoli particolari c'è una connessione profonda tra la saga di Harry Potter e It: in entrambi i casi viene raccontata la lotta di un gruppo di adolescenti contro il male.

Marco Bonafede
proprietà letteraria riservata