Moditen Depot: quando un buon farmaco costa troppo poco.



Nei mesi scorsi è arrivata a parecchi medici questa mail dall'industria farmaceutica Bristol- Myer Squibb:

Roma, 28 giugno 2018

Oggetto: Interruzione della commercializzazione di MODITEN DEPOT® (flufenazina decanoato)

Gentile Dottoressa, Egregio Dottore,
 

Bristol-Myers Squibb desidera informarLa della cessazione della commercializzazione di MODITEN DEPOT® (flufenazina decanoato) in Italia, per cui il medicinale non sarà più disponibile sul mercato a partire da Dicembre 2018.
La decisione di cessare definitivamente la commercializzazione del medicinale MODITEN DEPOT® è stata intrapresa volontariamente da Bristol-Myers Squibb a livello globale e non deriva in alcun modo da problematiche legate alla sicurezza o efficacia del prodotto, ma è coerente con il focus dell’azienda su medicinali innovativi in altre aree terapeutiche.

In Italia il medicinale MODITEN DEPOT® era già stato a lungo carente sul mercato nel corso del 2016, ed in quella occasione Bristol-Myers Squibb aveva provveduto ad informare oltre che le autorità regolatorie anche i medici, per consentire la corretta impostazione di una eventuale terapia alternativa.

Pertanto anche in questa circostanza, al fine di pianificare una terapia di transizione in modo da garantire un effetto farmacologico costante nel tempo, si suggerisce di considerare dei trattamenti alternativi o nuovi approcci farmacologici in funzione della complessità recettoriale, neurotrasmettitoriale e neurale. In Italia sono disponibili neurolettici alternativi per il trattamento della patologia.

In particolare nel caso della schizofrenia cronica, i pazienti in trattamento con flufenazina, a giudizio del curante, dovrebbero essere sottoposti a switch ad un’altra terapia, per il potenziale rischio di recidiva a seguito dell’interruzione del trattamento.

Indicazione:
MODITEN DEPOT® è indicato nella terapia della schizofrenia e delle sindromi maniacali. Nella schizofrenia cronica, attenua i sintomi più cospicui come le manifestazioni deliranti e allucinatorie, lo stato confusionale, il comportamento asociale. MODITEN DEPOT® può essere utilmente impiegato nella terapia di mantenimento a lungo termine dei pazienti affetti da psicosi cronica trattabili ambulatorialmente.
Nel caso in cui Lei abbia domande o necessità di ulteriori informazioni sulla cessazione di produzione e commercializzazione di MODITEN DEPOT® (flufenazina decanoato) può contattare il nostro Dipartimento di Medical Information al numero XXXXXXXX o per e-mail all’indirizzo XXXXXXXXXXXXXXXXX


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Di mestiere faccio lo psichiatra e conosco il farmaco. Fa parte di un tipo di farmaci usati per trattare le psicosi e ha il vantaggio di poter essere somministrato una volta ogni 3-4 settimane. 
Ha un solo, grande difetto: costa troppo poco.

Mi sono voluto togliere la curiosità di vedere i prezzi dei farmaci dello stesso tipo, i long acting.
Per alcuni ho trovato  il prezzo ospedaliero, che è normalmente il 50-60 %  di quello al pubblico.
                                                                                                                                   


Il fatto che il Moditen costi meno degli altri non significa che sia meno efficace. Il Moditen è un farmaco vecchio, a brevetto scaduto, ma  in alcuni casi  ( forse spesso ) è più efficace di altri farmaci molto costosi. 
Nessuno può obbligare Bristol-Myer Squibb a produrre un farmaco che non rende un utile significativo, ma lo Stato Italiano, dato che il brevetto è scaduto, può farlo produrre dalla farmacia dell'esercito o, se non vogliamo essere statalisti,  da una qualsiasi ditta che accetti di farlo.
La scomparsa dal commercio del Moditen serve solo a chi vende farmaci più costosi.  
Io credo che gli psichiatri italiani debbano chiedere che il Moditen non sparisca. 
Propongo di mandare una mail con per oggetto "Moditen" col link a questo post (o scrivere ognuno un proprio testo) al Segretariato generale del Ministero della Sanità
Cefalù, novembre 2018 
Marco Bonafede


Ps: Sulla questione del Moditen c'è un altro articolo sul blog di un collega psichiatra
 

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