La sentenza Gerry Leisman




Comunicato Stampa
Il 27 novembre 2012 il tribunale di Termini Imerese , sezione staccata di Cefalù, ha condannato in contumacia per plagio Gerry Leisman, professore della Leeds Metropolitan University in Inghilterra e della Haifa University in Israele.
Il processo si riferisce alla comparsa nel 2003 sulla rivista  ’’International Journal of Neuroscience”  dell’articolo “Synaptic strengthening and continuum activity-wave growth in temporal sequencing during cognitive tasks” a firma  Gerry Leisman e Paul Koch. L’articolo era infatti un plagio dell’ebook  “Physics of mind” ( Fisica della Mente ) dello psichiatra cefaludese Marco Bonafede.
Deve svolgersi ancora il processo a carico del professor Paul Koch del New York Institute of Technology, coautore dell’articolo.
Si tratta di uno dei primi casi di plagio accertato da ebook e rappresenta un problema che sarà, con la diffusione dell’editoria elettronica, sempre più importante in futuro.
Marco Bonafede, che nel processo è stato assistito dall’avvocato Giada Cesare, ha commentato la sentenza:
“Sono certamente soddisfatto, è un primo passo. Ma restano ancora da esaminare le responsabilità della casa editrice Francis & Taylor e della multinazionale dell’informazione scientifica Informaworld.  Inoltre è difficile che Leisman, che non risiede in Italia, mi risarcisca come previsto dalla sentenza. In mancanza di leggi adeguate e di  accordi internazionali chiari,  il diritto d’autore non è tutelato.”
La descrizione del caso: http://www.marcobonafede.com/plagio.html
Documenti:  plagiarism.zip  http://www.marcobonafede.com/download.html

Commento
Il 27 novembre 2012 il tribunale di Termini Imerese , sezione staccata di Cefalù, ha condannato in contumacia il professor Gerry Leisman per il plagio effettuato a mio danno. Oltre ad una multa, al pagamento delle spese processuali , il tribunale ha decretato un risarcimento di 2500 euro nei miei confronti. 
Paul Koch invece, convocato come testimone nel processo a carico di Leisman, risulta irreperibile. 
La magistratura italiana non ha abboccato alla trappola di Leisman e Koch ed anche quest’ultimo è stato rinviato a giudizio. La giustizia italiana forse è stata troppo lenta per Koch. Inoltre è difficile che Leisman, che non risiede in Italia, mi risarcisca come previsto dalla sentenza. In mancanza di leggi adeguate e di  accordi internazionali chiari,  il diritto d’autore non è tutelato.
Per quel che riguarda la casa editrice Taylor & Francis non so se procederò ad un’azione civile per aver riconosciuto il danno. Non dipende da una questione di principio, lo farò se me lo potrò permettere economicamente (conosco maniere più divertenti di spendere i  miei soldi che fare causa).

Qualche ulteriore considerazione: né la casa editrice Francis & Taylor né altre istituzioni ( gli istituti universitari americani, inglesi ed israeliani  presso cui hanno lavorato Leisman e Koch ) hanno sentito il bisogno di investigare sulle altre opere dei due Leisman e Koch, mentre è evidente che un caso di plagio accertato rende molto più probabile  la presenza di altri fenomeni analoghi. Il caso ha evidenziato un enorme deficit di professionalità nella capacità di selezionare gli articoli. Avere scambiato immagini di fantasia per immagini in qualche modo derivanti dalla fMRI è allucinante.
Per certi aspetti la vicenda ricorda uno dei miei romanzi preferiti, “Il nostro agente a L’Avana” di Graham Greene, da cui è stato tratto un film con Alec Guinness.


Nel romanzo, un commerciante di aspirapolvere residente a L’Avana viene reclutato dai Servizi segreti inglese. E’ un uomo mite, ma ha bisogno dei soldi dei Servizi inglesi e deve quindi fornire notizie. Si inventa la costruzione di una base militare con gigantesche apparecchiature e fornisce ai Servizi segreti  anche i disegni delle apparecchiature, che assomigliano a pezzi di un un gigantesco aspirapolvere.
Solo i servizi segreti sono capaci di tali patacche, e Leisman e Koch, quanto a faccia tosta, potrebbero benissimo lavorare per Sua  Maestà Britannica o per il Mossad.
Il problema è che nessuno vuol vedere il gigantesco buco di affidabilità della stampa scientifica che il caso che mi è capitato ha evidenziato. Per certi aspetti, ma forse è naturale che sia anche così, la ricerca scientifica è una macchina mangia soldi pubblici che vive di pubblicazioni che nessuno legge con un minimo di attenzione, neanche chi deve decidere se pubblicare o meno. Non mi meraviglia che la stampa scientifica abbia ignorato il mio caso.
Si tratta di uno dei primi casi, forse il primo in assoluto, di plagio di un ebook, e pone il problema della difesa del copyright nel campo dell’editoria elettronica. 
In caso di plagio lo Stato dovrebbe poter tutelare attivamente gli autori. Io sono favorevole ad una legge che tuteli il copyright,  ma solo sulle opere recenti.  Un libro o un film recente deve essere tutelato, ma questa tutela va pagata.  I libri e i film per cui non si paga la tutela vanno considerati liberi, riconoscendo ai cittadini il diritto culturale a possederne delle copie. I fondi raccolti con questo metodo dovranno servire a tutelare il diritto d’autore. Questo significa anche superare il sistema Siae che è un carrozzone che alimenta se stesso e non tutela nessuno.La mia esperienza mi ha convinto che serve una legge che regolamenti i contratti editoriali e difenda il diritto d’autore, in primo luogo dalle scorrettezze degli editori.

Cefalù, Dicembre 2012
Marco Bonafede

2 commenti:

  1. Non sono certo che si tratti della medesima persona, ma se lo è, credo che non sia nuovo a siffatti disdicevoli comportamenti. Provi a vedere questo link: http://grants.nih.gov/GRANTS/guide/notice-files/not94-380.html

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    1. A prima vista sembra lo stesso. Grazie della segnalazione.

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